Sarai tu a scegliere se la città nella quale sei nato o che ti ha adottato debba imboccare la strada del rispetto, dei valori, della civiltà. O se, invece, debba lasciarsi vincere dai ricatti e dalle intimidazioni di politicanti famelici, convinti di potersi imporre usando le maniere forti o con promesse che non potranno mai mantenere.
Non è politica per Olbia quella che regala generi alimentari o paga bollette in scadenza in cambio di voti. Non è politica, ma il miserabile strumento di chi approfitta dell'altrui povertà per comprare il potere a buon mercato. Credete siano atti di generosità e non, piuttosto, insulti alla dignità umana. Credete che proseguiranno questi atti di beneficenza ad elezioni concluse? Quanto, ancora, dovremo farci umiliare per la gloria di pochi?
Non è politica per Olbia quella di chi ospita, sostiene ed inneggia ad un capo del governo le cui menzogne sono un insulto per tutti i sardi.
Da 3 anni aspettiamo che i fondi stanziati dal governo Prodi e scippati da quello Berlusconi vengano restituiti alla Sardegna per la costruzione della strada a quattro corsie Olbia-Sassari. Quello stesso scippo che, non dimentichiamolo, ha privato il nostro territorio del vertice G8, una prestigiosa vetrina promozionale per rilanciare il nostro turismo e rinvigorire la nostra immagine nel mondo. Il tutto, ad opera di colui che da quattro anni è cittadino onorario di Olbia. Costui merita davvero questo riconoscimento?
Sapete che la posa della prima pietra del commissariato di via Copenaghen, nel 2008, è stato uno degli imbrogli più colossali che la nostra città abbia mai conosciuto? Quella cerimonia fu un festival della finzione, dal momento che i 10 milioni di euro che il Governo sosteneva di avere stanziato non erano mai stati destinati a quell'opera. Non esistevano, letteralmente.
Sapete che per tre anni l'amministrazione comunale guidata da Gianni Giovannelli è stata paralizzata da chi aveva a cuore solo i posti di potere e gli assessorati legati al business del cemento, Sapete che, nel mezzo di un consiglio comunale, l'attuale candidato sindaco del Pdl ha chiesto che la discussione sulla crisi comunale del marzo 2009 avvenisse a porte chiuse. Cos'aveva da nascondere? E' questa la considerazione della cittadinanza che, da sovrana quale dovrebbe essere, si vede negato il diritto di partecipazione al dibattito politico?
Può essere credibile un centrodestra che sostiene di lottare contro il monopolio dei mari e poi svende l'Isola Bianca - il primo porto passeggeri d'Italia - ad un armatore privato, lasciando che il Comune perdesse il controllo dello scalo?
Può essere credibile un candidato sindaco che strepita per la soppressione del Consorzio industriale e poi cambia improvvisamente idea, non appena ne assume la presidenza? E quale spessore politico può essere riconosciuto ad un deputato di cui non si ricorda, in tre anni, un singolo atto parlamentare di cui Olbia e il territorio possano avere beneficiato?
Che ne sarà del golfo di Olbia, della gloriosa e secolare tradizione della mitilicoltura? Saranno gli olbiesi a decidere o la solita cerchia di potere che tutto può e ai cui interessi la città troppo spesso si è dovuta piegare?
Riflettiamo, siamo ancora in tempo.
Olbia o mai più.
video:www.youtube.com/watch
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