Scanu: troppi avvoltoi sull’ospedale

san raffaele Olbia“La nuova Sardegna”

16 giugno 2014 SASSARI. Non ha la potenza mattonifera di don Verzè, né la fabbrica dei dollari del Qatar, ma il deputato Pd Gian Piero Scanu è uno dei padri del San Raffaele. È stato tra i primi sostenitori dell’idea del prete manager di creare in Sardegna una succursale del centro di eccellenza sanitario milanese. Scanu, quando la fondazione Monte Tabor è stata rasa al suolo dai debiti e dalle inchieste, ha lavorato a lungo per trovare una soluzione alternativa per non cancellare la struttura. Non si è mai arreso davanti alla possibilità di vedere chiuso per sempre il San Raffaele.

L’aut aut. E ancora oggi lo spirito guerriero non lo abbandona. L’esordio è col botto. «A tutti gli avvoltoi che ruotano intorno al San Raffaele nella speranza che qualcosa vada storto dico solo che possono mettersi comodi. O questo sarà un ospedale di eccellenza o l’edificio lo rado al suolo. Non sarà mai qualcosa di diverso».

L’ottimismo. Ma subito cancella le nubi. «Ci tengo a dire che dobbiamo stare tranquilli. L’ospedale si farà. Ne sono certo. E non lo dico solo per le parole dette dal governatore Francesco Pigliaru in queste ore. Il motivo della mia fiducia è semplice, il Qatar è un interlocutore serio, il premier Matteo Renzi e il sottosegretario Graziano Delrio lavorano per evitare qualsiasi ostacolo. Il presidente Pigliaru è determinato a chiudere l’accordo da subito. Il sindaco di Olbia, la giunta e il consiglio sono pronti a fare la guerra per vedere l’apertura dell’ospedale. Vedo un grande fermento positivo intorno al San Raffaele».

Stop ai campanili. E Scanu cancella subito gli steccati della provincia. «Vedo che molti sono preoccupati che l’apertura del San Raffaele possa distruggere il tessuto dell’assistenza sanitaria – aggiunge –. A tutti loro voglio dire che questo sarà un centro di ricerca per tutta la Sardegna. Non di Olbia. Della Sardegna. È un investimento di cui per paradosso beneficeranno in modo maggiore proprio quelle zone che non hanno una reale economia turistica. Quelle che potranno avere vantaggi dal più grande investimento in conoscenza e ricerca fatto in Sardegna. Per usare un’espressione che ho letto sarà come un piano di rinascita. Ma le risorse arrivano da un privato».

I nemici. Scanu non nasconde che il progetto ha i suoi nemici. «Posso anche comprendere le preoccupazioni dei piccoli ospedali che temono di vedere i loro posti letto tagliati a favore della nuova struttura. Ma non sarà così. Non giustifico, e combatto i baroni. Quelli delle cliniche private, quelli politici che difendono gli interessi delle caste. Combatto i baroni universitari che lavorano contro lo sviluppo del territorio. A qualcuno lo status quo conviene. Non alla Sardegna. È così dal 1990, da quando c’è stata la possibilità che ci fosse l’investimento. Questa azione trasversale di boicottaggio non è mai scemata». Il deputato fa capire di non avere perso lo spirito combattivo. «Discutiamo, ma siamo pronti a superare qualsiasi frizione – conclude Gian Piero Scanu – . Abbiamo già trovato una soluzione per non tagliare posti letto, ora lavoriamo anche perché l’apertura del San Raffaele non vada a incidere sulla spesa sanitaria».

Scanu fa poi capire che continuerà a mantenere alta l’attenzione fino a quando non vedrà aprire il nuovo ospedale. Il primo marzo 2015. Come promesso dai vertici della Qatar foundation. (l.roj)

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