Ai Sardi l’isola di Budelli

costa smeraldamareInterrogazione a risposta scritta 4-10811 presentata da Gian Piero SCANU  e Francesco BOCCIA
Martedì 20 ottobre 2015, seduta n. 506

SCANU e BOCCIA. — Al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro dell’economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:  l’isola di Budelli è un bene unico e definito riserva generale, zona B, fin dal decreto del Presidente della Repubblica istitutivo dell’Ente Parco del 17 maggio 1996;
più volte il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare ha tentato negli anni di acquisire al patrimonio pubblico la preziosa isola anche in considerazione dell’incapacità dei proprietari privati di effettuare anche la più elementare attività di pulizia e tutela del bene, fino a consegnare le sorti dell’isola al ben noto procedimento fallimentare;
quando l’isola è stata assegnata a un cittadino neozelandese e il parco, anche su sollecitazione di oltre 100.000 cittadini e di quasi tutte le associazioni ambientaliste italiane, ha deciso di esercitare il diritto/dovere della prelazione previsto dalla legge n. 394 del 1991 proprio per i beni ricadenti nelle zone di tutela, lo stesso Parlamento con voto pressoché unanime ha approvato una norma di legge per destinare i fondi necessari per esercitare suddetto diritto;
il procuratore generale emerito della Corte dei conti, dottor Claudio De Rose, ha esplicitato in un proprio parere la doverosità dell’esercizio del diritto di prelazione, poiché «il margine di discrezionalità dell’organismo pubblico si esaurisce e al suo posto subentra una situazione di doverosità verso il dettato normativo che ha previsto il diritto di prelazione pubblica. Tale disposizione, infatti, non va intesa come una proposizione astratta o di principio, bensì come una vera e propria norma di azione, basata su un preciso ed esplicito «favor» del legislatore per il passaggio del bene naturale alla mano pubblica, per le ragioni sopraesposte. Può dirsi, pertanto, che la norma impone al destinatario innanzitutto un dovere strumentale di verifica della convenienza ed utilità di tale passaggio e, successivamente, all’esito positivo della verifica, lo specifico dovere di provvedere di conseguenza. È evidente che l’inottemperanza a tale dovere concreti un illecito amministrativo, che può altresì costituire, in relazione agli effetti lesivi del patrimonio pubblico che ne derivino, motivo di responsabilità amministrativa per danno all’Erario»;
in ossequio anche alla decisione del Parlamento il parco ha esercitato la prelazione e dopo numerose sentenze, tutte favorevoli, ha completato l’iter con il trasferimento della proprietà con decreto n. 1, registrato presso il tribunale di Tempio in data 2 gennaio 2015, e non impugnato;
una sentenza del Consiglio di Stato, considerata da numerosi giuristi anomala, esclude la possibilità dell’Ente di esercitare il diritto di prelazione, certamente in contrasto con l’interesse dello Stato all’acquisizione al bene pubblico di un bene soggetto, fin dal 1992, ad attenzioni contro fenomeni speculativi, prima con l’emanazione del cosiddetto «Decreto Salva Budelli» e, dal 1994, con l’istituzione del parco nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena;
il tribunale civile deve ancora esprimersi e l’Avvocatura dello Stato ha rilevato elementi tali da assistere il Parco nella difesa della scelta fatta dal Parlamento;
va rilevata l’assenza di interventi del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare per sostenere attivamente l’interesse pubblico alla piena proprietà di un bene tanto a lungo danneggiato dalla incapacità dei privati;
si è alla vigilia della discussione presso il tribunale delle esecuzioni fallimentari di Tempio, sull’applicazione della sentenza del Consiglio di Stato che ribalta la sentenza del TAR Sardegna sull’acquisizione al patrimonio pubblico dell’isola di Budelli in favore del parco –:
quale sia l’intenzione dei Ministri interrogati per tutelare l’interesse comune e garantire la volontà del Parlamento che, a suo tempo, votò affinché si rendesse concreto l’obiettivo di acquisire l’isola al bene comune;
se non ritengano opportuno un intervento immediato al fine di garantire la tutela pubblica del suddetto bene ambientale. (4-10811)

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